Il colpo di fulmine sulla Senna e lo scetticismo di Armani - 2/4
La scelta di Parigi è arrivata dodici anni fa, dopo aver scartato l’ipotesi di Londra a causa delle complicazioni legate alla Brexit. “Sognavo un posto fuori Milano dove staccare e ricaricarmi, ma non in una località di villeggiatura: c’è già la villa di Forte dei Marmi, quella di Giorgio”, racconta Dell’Orco, spiegando come le frequenti trasferte per l’alta moda abbiano reso la capitale francese una seconda casa.
La scoperta dell’appartamento è stata un colpo di fulmine dettato dalla luce e da un dettaglio inaspettato: “La prima volta che sono entrato erano le due e mezzo di pomeriggio, il sole riflesso sull’acqua inondava le stanze di luce. Al centro della sala poi c’era un’enorme voliera con dentro un pappagallo bianco dalla coda rossa. Per me è stato un segno: in pochi giorni ho chiuso il contratto e iniziato i lavori”.
Un entusiasmo che inizialmente non aveva contagiato Armani. “Giorgio diceva che era umida, così nel fiume. Anche per questo ho scelto di fargliela vedere solo una volta terminata: a quel punto mi ha dato ragione”, ricorda Dell’Orco con un sorriso. L’approvazione finale si è trasformata in emulazione, evidenziando però le diverse inclinazioni dei due: “Fatto sta che, non appena ho deciso di prendere casa a Parigi, anche lui ne ha voluta una. Alla fine ha scelto Saint-Germain-des-Prés, in cima al palazzo dove si trova la boutique. Sono due mondi molto diversi: lui era in una delle zone più istituzionali e nobili di Parigi, mentre io sono nei pressi del Marais, pieno di ristoranti, negozi ed eventi. Volevo aria, spazio”.