Il ricordo di Chiara e un nuovo approccio alla realtà - 4/4
Oggi, osservando il percorso del figlio, la madre afferma di aver “visto da vicino quanto questa vicenda abbia segnato la sua vita. Ho visto le difficoltà, la fatica di affrontare ogni giorno una situazione così pesante”. Nonostante tutto, rivendica: “Sono orgogliosa dell’uomo che è diventato e spero per lui, con tutto il cuore, un futuro diverso”. Nel testo trova spazio anche la figura della vittima. “E poi c’è il ricordo di Chiara”, scrive Ligabò. “Il tempo passa, ma non cancella le persone che abbiamo conosciuto e che hanno fatto parte della nostra vita. Quello che è accaduto resta una tragedia e il pensiero non può che andare anche a questo”.
La conclusione della missiva è dedicata a un mutamento percepito di recente dopo la riapertura delle indagini: “Negli ultimi tempi mi ha colpito l’affetto di tante persone. Mi capita di ricevere un saluto, una parola gentile, un incoraggiamento. A volte arrivano da persone che non conosco nemmeno”. Gesti che le ricordano “quanto l’umanità delle persone possa fare la differenza”, allontanandola da qualsiasi sentimento di rivalsa.
“Non ho mai vissuto tutto questo con spirito di rivincita. Ho imparato che il rancore non alleggerisce il peso delle cose, anzi lo aumenta”, precisa. “Ho sempre cercato di affrontare tutto con dignità, nel modo più discreto possibile, anche quando dentro era difficile trovare serenità. Perché in fondo la verità trova sempre la sua strada, anche quando sembra impossibile”. L’ultima riga è una sintesi del suo stato d’animo attuale: “Quello che porto dentro oggi è soprattutto il desiderio di poter vivere con un po’ di pace nel cuore. Dopo tanti anni di sofferenza, di attese e di solitudine, credo che sia il desiderio più semplice e più umano che una persona possa avere”.