Crime

“Ho sempre saputo che Alberto era innocente, ma ho scelto il silenzio. Ho visto la mia vita andare in frantumi, la mia famiglia non c’era più”: la lettera della madre di Stasi a “Verità Nascoste”

Attraverso una missiva inviata al nuovo programma di Milo Infante su Rete 4, la donna rompe il silenzio sulla condanna del figlio per l'omicidio di Chiara Poggi

di Redazione FqMagazine
Il peso del giudizio pubblico e la scelta del silenzio - 2/4

Il peso del giudizio pubblico e la scelta del silenzio - 2/4

Per anni, la famiglia Stasi ha tentato di mantenere una parvenza di normalità, dedicandosi al lavoro e agli impegni quotidiani, ma la madre sottolinea come sia “impossibile non pensare a quello che è successo. È una cosa che non ti abbandona mai del tutto”. Una condizione aggravata da un profondo isolamento e dal pregiudizio esterno: “Quando una vicenda così dolorosa entra nella tua vita, molte cose cambiano. Impari a convivere con gli sguardi, con i giudizi, con le parole dette e con quelle non dette. A volte il silenzio pesa più di tutto il resto”.

Ligabò analizza lucidamente il meccanismo dell’opinione pubblica: “Perché poi alla fine se tuo figlio viene processato per omicidio ‘un motivo ci sarà’ e anche spiegare che non è così sembra inutile, sembrano giustificazioni vuote, magari giustificazioni di una madre che ama a tal punto il proprio figlio da non riuscire a vedere la realtà”. Una prospettiva che la donna respinge con fermezza, ribadendo la totale fiducia nell’innocenza di Alberto. “Ma alla gente questo non è mai importato”, chiosa amara, “ed è per questo che ho sempre pensato che fosse meglio il silenzio”.

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