Lo spazzolino come status symbol - 6/6
Capire come funziona una tecnologia innovativa, però, non elimina la questione dell’accessibilità e del costo. Soprattutto in un momento in cui sempre più persone tagliano le spese mediche, incluse le visite dal dentista. Le reazioni sollevate dal lancio sono miste: vogliamo davvero vedere cosa c’è all’interno della bocca? Vogliamo spendere quasi 500 euro per vedere le nostre gengive? L’azienda ha messo in conto l’iniziale probabile fastidio (se non disgusto): è la stessa reazione, dicono, che i consumatori hanno avuto per il lancio dell’aspirapolvere con serbatoio trasparente, che permetteva di guardare tutta la polvere di casa, un tempo accuratamente nascosta nel sacchetto all’interno. Fu proprio quello il segreto del successo: vedere lo sporco ci dà la sensazione di aver pulito a fondo. Ci dà soddisfazione.
È presto per dire se lo stesso principio verrà applicato anche allo spazzolino. Sicuramente Dyson ha capito come cambiare le abitudini: rendendo esclusivo un gesto quotidiano. Come l’aspirapolvere, diventato un pezzo di design da tenere a vista. Esclusività e desiderabilità, per una certa fascia di clienti, vanno a braccetto. Il vero lusso non si porta più al polso, o al braccio, ma in bagno: pensiamo al sapone per le mani Aesop, da trenta euro a bottiglia, seraficamente appoggiato sul lavello. Ecco: anche lo spazzolino, ora, è uno status symbol.