Le menzogne dell'agente Bu - 3/4
Al centro della bufera c’è un ufficiale di polizia noto solo con il cognome di Bu. L’agente è stato arrestato e accusato di aver mentito alle famiglie delle vittime e di aver archiviato prematuramente i casi di scomparsa. A seguito del suo arresto, quattro agenti della sua catena di comando sono stati messi in congedo amministrativo. Era proprio Bu l’ufficiale incaricato di gestire le sparizioni dell’uomo sulla sessantina e di Jang Mi-ran. In entrambi i casi, avrebbe dichiarato di aver verificato la sicurezza delle vittime senza aver mai compiuto alcun accertamento reale. Nel caso dell’uomo anziano, Bu ha riferito alla famiglia di averlo contattato e che quest’ultimo stava bene, ma che “non desiderava rivelare la propria posizione alla famiglia”. Una bugia che ha avuto conseguenze drammatiche, come ha spiegato il figlio della vittima: “Abbiamo creduto alla polizia quando ci ha detto che mio padre era al sicuro e abbiamo aspettato, ma dopo 51 giorni, quello che è tornato è stato il suo cadavere”.
Per quanto riguarda Jang Mi-ran, l’agente avrebbe raccontato al fidanzato della donna di averle parlato al telefono e che lei gli aveva intimato di non voler avere più contatti con il compagno. Una telefonata che, secondo le indagini, non è mai avvenuta. Dopo un tentativo di denuncia respinto a Jeju il 17 luglio, il fidanzato si è rivolto a una stazione di polizia di Seul due giorni dopo, riuscendo finalmente a far riaprire il caso.