Le ali di Victoria's Secret e il mondo prima della sua crisi - 4/7
Nel 1998 Mulder è una delle prime vere Victoria’s Secret Angels, insieme a Tyra Banks, a sfilare con le celebri ali bianche. È uno dei momenti che contribuiscono a trasformare Victoria’s Secret da marchio di lingerie a fenomeno popolare. E anche in questo caso Mulder rivendica un ruolo nella nascita di quell’immagine: “In realtà, l’idea fu mia”.
L’ispirazione, racconta, arriva dalla serie televisiva Charlie’s Angels. Se esistevano le Charlie’s Angels, pensò, potevano esistere anche le “Victoria’s Angels”: donne trasformate in una sorta di supereroine della lingerie. Ma proprio mentre Mulder viveva il momento più alto della sua carriera, il sistema dentro cui lavorava mostrava anche i suoi lati più problematici. Alexander Werz descrive quell’epoca come un universo chiuso, dominato dal lusso e dalla celebrazione continua: “Era un sistema chiuso fatto di Ritz, Concorde e fidanzati ricchi“, racconta oggi. ‘La ‘starification’ assoluta: tutto veniva esaltato”.
Era un’industria nella quale parlare di salute mentale era praticamente impensabile. Le modelle potevano essere minorenni, spesso senza accompagnatori, e la distanza di potere tra loro e chi controllava la loro carriera era enorme. Oggi le regole sono cambiate. Le modelle minorenni sono sottoposte a maggiori controlli, gli agenti seguono più da vicino i servizi fotografici e i social permettono di rendere pubbliche esperienze che un tempo sarebbero rimaste confinate a una stanza d’albergo o a un backstage.