La “Blonde with Class” - 3/7
Tra le grandi top model degli anni Novanta, Mulder aveva ricevuto un soprannome particolarmente adatto alla sua immagine: “The Blonde with Class”. Era la bionda elegante, sofisticata, apparentemente lontana dagli eccessi e dagli scandali. Nel 1991 Peter Lindbergh la fotografa per British Vogue insieme a Linda Evangelista. Il servizio è dedicato a Bonnie and Clyde e viene realizzato in bianco e nero, nel deserto. Evangelista avrebbe voluto interpretare Bonnie. Alla fine è Mulder a trasformarsi in Clyde, nascondendo i capelli sotto i cappelli e assumendo un aspetto quasi irriconoscibile.
A distanza di 35 anni, però, non conserva un ricordo particolarmente entusiasta di quell’immagine: “Non volevo interpretare Clyde”, ricorda oggi parlando con Vogue Germania. “Quelle sopracciglia così folte… pensavo di essere orribile. Per niente cool”.
È anche questo uno degli aspetti meno conosciuti della vita delle supermodelle: “Devo dire che è stato molto emozionante tornare a calarmi in ruoli diversi. Non riesco a credere a quanto oggi si faccia tutto velocemente. All’epoca scattavamo sempre prima una Polaroid. Poi aspettavamo un’eternità per avere la luce giusta, cambiando continuamente il rullino: forse riuscivamo a realizzare quattro outfit al giorno. Adesso fanno uno scatto e controllano sul computer se le foto sono venute bene: fatto, look successivo”.