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“Scamarcio? Mi ha dato del ‘matto’, ma poi è stato costretto ad ammettere che deve tutto a Tre metri sopra il cielo. Con lui le mie speranze sono naufragate”: la stoccata di Federico Moccia

Federico Moccia si racconta in un'intervista a La Stampa: dall'amore dei giovani di oggi ai suoi film preferiti, passando per la moda dei lucchetti che ha lanciato in tutto il mondo e una stoccata a Scamarcio

di Vittorio Saladini
“Scamarcio? Mi ha dato del ‘matto’, ma poi è stato costretto ad ammettere che deve tutto a Tre metri sopra il cielo. Con lui le mie speranze sono naufragate”: la stoccata di Federico Moccia

Tutto è cominciato dalla voglia di scrivere di amore. Quello con la A maiuscola. Quel sentimento che non cambia mai. Nemmeno oggi con le nuove generazioni tutte social. «La ricerca della favola, della bellezza di stare “tre metri sopra il cielo” non è diversa da prima. I ragazzi di oggi, tra i 14 e i 16, sono comunque alla ricerca dell’amore, il sentimento è sempre, fortunatamente, molto presente. Mutano i modi, quelli sì. Adesso invece di scambiarsi il numero di telefono, si danno l’identità su Instagram e si scrivono lì. La comunicazione passa dai social, ma il desiderio della storia importante è uguale. C’è un sacco di gente che continua ad amare l’amore». Parole di Federico Moccia in un’intervista a La Stampa. Parole chiuse dentro un lucchetto. Una moda che ha lanciato trent’anni fa lui, per primo. «Il primo lucchetto l’ho messo io, la sera prima che uscisse Ho voglia di te. L’ho attaccato con una catena, al terzo lampione di Ponte Milvio, e mi sono detto “sta a vedere che adesso mi beccano i carabinieri e gli devo spiegare che cosa sto facendo”». Oggi quei lucchetti sono a migliaia e non solo lì, in tutto il mondo.

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