La verità sotto assedio: l'Ucraina, Gaza e il Congresso USA - 4/5
Il Corriere della Sera incalza Wales sul ruolo geopolitico dell’enciclopedia in un’era di post-verità. In Russia e Ucraina, i “wikipediani” hanno combattuto per difendere la definizione di “invasione russa”, proteggendosi con le VPN. Davanti alle sanzioni di Mosca, Wales è inamovibile: “La Fondazione non pagherà mai quella multa”. E sul clone governativo russo Ru Wiki, fondato da un ex direttore traditore, taglia corto: “Non ha avuto alcun impatto, perché il pubblico non la vuole. Realisticamente, la gente vuole che le venga detta la verità”.
Ancora più spinoso il caso di Gaza. Wales è intervenuto in prima persona per criticare una pagina intitolata “Gaza Genocide”, chiedendo il ripristino di un punto di vista neutrale (NPOV) e l’attribuzione delle fonti, in linea con quanto fatto dalle grandi agenzie di stampa internazionali. Pur scontrandosi con parte della comunità di editor, Wales non arretra: “Non credo che spetti a Wikipedia prendere posizione in merito. Penso che dovremmo seguire quel modello”. Respinge inoltre le pressioni della politica: di fronte alla commissione del Congresso degli Stati Uniti che chiedeva i dati personali degli editor coinvolti nella disputa su Gaza, la risposta è stata un netto rifiuto. “Non dovremmo fornire le informazioni personali delle persone in nessuna circostanza. Quindi ci opporremo con tutte le nostre forze e il più a lungo possibile. […] E se quei dati ce li chiede la Cina? O l’Iran? Darli una volta sarebbe un precedente gravissimo”.