Chat di sottomissione e il piano per isolare la vittima - 4/4
Davanti agli inquirenti, gli imputati hanno tentato di giustificare le visite definendole un atto di “aiuto e sostegno“, sebbene non sapessero spiegare l’origine di quel legame. Una linea difensiva smentita non solo dalla vittima, ma dai tabulati di WhatsApp. Le chat acquisite documentano lo stato di profonda soggezione in cui versava l’88enne, spinta a inviare continui messaggi di scuse e ringraziamenti al finto santone.
Il disegno manipolatorio è stato confermato durante la perquisizione a casa dei truffatori. I militari hanno sequestrato un appunto cartaceo che riportava una direttiva chiara: “allontanare una certa Tiziana”. L’indicazione svela il tentativo di isolare la vittima, recidendo i contatti con la persona che aveva involontariamente fatto da tramite, al fine di avere campo libero e operare senza interferenze esterne.