Apple: La privacy è un diritto umano fondamentale" - 3/4
Apple non considera l’accordo una rinuncia alla propria strategia sulla privacy: “In Apple crediamo che la privacy sia un diritto umano fondamentale e abbiamo introdotto App Tracking Transparency (ATT) per offrire agli utenti un modo semplice per controllare se le app abbiano il permesso di tracciare la loro attività”, ha affermato la società. La posizione della Mela resta quindi quella di difendere il principio alla base di ATT, accettando però di intervenire sulla forma e sulle modalità con cui viene presentata la richiesta. Ed è una distinzione importante. Il “Non tracciarmi” non scompare: un’app che vuole tracciare l’attività dell’utente attraverso servizi e aziende differenti dovrà continuare a ottenere il suo consenso.
La decisione tedesca arriva in un momento particolarmente delicato anche per Apple nel nostro Paese. A dicembre 2025 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha infatti inflitto alla società una sanzione da 98,6 milioni di euro, contestando proprio la gestione di App Tracking Transparency. Secondo l’Agcm, le regole imposte da Apple agli sviluppatori di app di terze parti potevano restringere la concorrenza.
Il nodo italiano era, in particolare, la necessità per gli sviluppatori di ottenere il consenso dell’utente attraverso più passaggi, con conseguenze sulla possibilità di utilizzare i dati per la pubblicità personalizzata. L’Autorità ha ritenuto che il sistema fosse sproporzionato e penalizzasse gli operatori che competono nell’ecosistema dell’azienda. La multa italiana e il procedimento tedesco sono vicende distinte e l’accordo raggiunto in Germania non cancella la sanzione dell’Agcm. Ma le due storie hanno un punto di contatto evidente: il confine tra tutela della privacy e potere di una grande piattaforma di stabilire le regole del mercato.