Privacy sì, ma non allo stesso modo per tutti - 2/4
In Germania il punto sollevato dal Bundeskartellamt riguardava soprattutto il diverso trattamento riservato alle app di terze parti rispetto ai servizi Apple. Secondo l’autorità, le richieste di consenso non erano costruite nello stesso modo e potevano portare l’utente verso decisioni differenti.
Il problema, quindi, non era semplicemente se chiedere il consenso, ma il modo in cui la domanda veniva posta. Le autorità tedesche hanno ritenuto che alcuni elementi grafici e alcune formulazioni potessero rendere più difficile per le app concorrenti ottenere il consenso degli utenti, mentre i servizi Apple godevano di un trattamento più favorevole.
Cosa cambierà concretamente
La schermata che oggi molti utenti conoscono verrà modificata. Il termine “tracking” scomparirà dalla richiesta e verranno eliminati alcuni elementi considerati potenzialmente dissuasivi. La nuova impostazione dovrà essere più neutrale anche dal punto di vista grafico e linguistico, così da non suggerire all’utente quale delle due risposte sia quella “giusta”. Le possibilità di scelta saranno rese più simmetriche e Apple dovrà avvicinare maggiormente il modo in cui presenta le richieste relative ai propri servizi e quello utilizzato per le applicazioni di sviluppatori esterni.
Ci sarà poi più spazio per gli sviluppatori. Le app potranno spiegare meglio perché utilizzano la pubblicità personalizzata e quale ruolo ha questa forma di pubblicità nel loro modello economico. Potranno inoltre coordinare meglio la richiesta di Apple con quelle previste dalla normativa sulla protezione dei dati. È un dettaglio tutt’altro che secondario: uno dei problemi contestati alle regole ATT è proprio la possibilità che l’utente si trovi davanti a più richieste di consenso per finalità molto vicine tra loro.
Tra le novità c’è anche una modifica che potrebbe essere più visibile nel tempo. Dopo un anno sarà possibile chiedere nuovamente all’utente di esprimere la propria scelta, sia nel caso in cui avesse precedentemente accettato sia nel caso in cui avesse rifiutato. In altre parole, il “no” non sarà necessariamente l’ultima parola per sempre. E lo stesso varrà per chi aveva scelto di consentire il tracciamento. L’obiettivo complessivo dell’intervento è rendere il processo più equilibrato, senza però eliminare la protezione introdotta da Apple. Il Bundeskartellamt ha infatti chiarito che Apple può scegliere di offrire ai propri utenti un livello di tutela della privacy superiore ai requisiti minimi, ma non può utilizzare quelle stesse regole in modo da favorire i propri servizi rispetto ai concorrenti.