"Sospesa nel vuoto" sul Piz Ciavazes e la caduta in falesia per "arrampicare senza corde" - 3/5
Due interventi ad alto rischio hanno coinvolto alpinisti in parete. Sul Piz Ciavazes, nel gruppo del Sella (Val di Fassa), un’alpinista di 39 anni residente a Imola ha perso l’appiglio sull’ultimo tiro della via Diedro Zeni. A causa della conformazione a strapiombo della roccia, la donna è rimasta “sospesa nel vuoto”, trattenuta solo dalla corda. Il compagno non è riuscito a recuperarla dall’alto a causa degli elevati attriti sulla parete, che avrebbero potuto spezzare le fibre. Un soccorritore, verricellato dall’elicottero, ha dovuto recidere la corda che la tratteneva per poterla portare a bordo illesa.
Ancora più grave l’episodio avvenuto nel tardo pomeriggio nella falesia di San Lorenzo, dietro il Castello di Soave (Verona). Due amici hanno scelto di “arrampicare senza corde”. Arrivati a dieci metri di altezza, il primo è scivolato, precipitando e trascinando a terra anche il compagno che lo seguiva in basso. Il ragazzo posizionato più in alto, un 19enne italiano, ha inizialmente perso conoscenza per i traumi cranico e toracico riportati nell’urto. Entrambi sono stati recuperati dall’equipe medica calata con un verricello di 25 metri e trasferiti d’urgenza all’ospedale di Borgo Trento.