Mentre su molte vette alpine spuntano saune a infrarossi e carte dei vini con champagne, a 2.256 metri di altitudine c’è chi ha deciso di invertire radicalmente la rotta. Il rifugio Sesvenna, incastonato sul confine tra l’Alto Adige e la Svizzera, ha da poco ultimato una profonda ristrutturazione che suona come una vera e propria dichiarazione d’intenti: rinunciare deliberatamente all’inseguimento del profitto e del turismo di lusso per rimettere al centro la tutela ambientale e la convivialità più spartana.
L’aspetto più rivoluzionario del cantiere, chiuso a fine novembre, non riguarda ciò che è stato aggiunto alla struttura, ma ciò che le è stato sottratto. Andando contro le normali logiche di espansione commerciale, l’ente proprietario ha infatti deciso di limitare gli accessi per proteggere il territorio.