I capolavori di Mogol nati in automobile: da "E penso a te" a "Emozioni" - 2/4
Tra i passaggi più forti del suo racconto c’è la genesi quasi rocambolesca di alcuni dei più grandi successi della discografia italiana, nati durante spostamenti in macchina. E penso a te, ad esempio, vide la luce in soli quindici minuti durante un tragitto tra Milano e Como: “Eravamo in quattro in una Seicento: davanti il guidatore con Lucio alla chitarra, dietro io e un altro. Lucio creava la musica con frasi finte in inglese, io inserivo le parole, in quindici minuti da Milano a Como nacque ‘E penso a te’“.
Anche la stesura del capolavoro Emozioni è strettamente legata a un abitacolo, quello di una 500 Giardinetta diretta in Piemonte. “Un mattino cominciai a scriverla, sentivo il fervore creativo, ma avevo promesso a Serenella, la mia prima moglie, e ai miei figli di accompagnarli”, ricorda Mogol. Per non perdere l’ispirazione, l’autore si sottopose a un duro lavoro mnemonico lungo tutto il viaggio: “Cercando in tutti i modi di non perdere le parole che mi risuonavano in testa, di aggiungere un pezzo di testo e ripetermelo, uno sforzo enorme: appena arrivati a casa mi fiondai in camera e la scrissi di getto”.