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“Niente cellulari né scaletta, e non suonerò “Due vite” e “L’essenziale”, ma tutti i brani minori. I prezzi? Da 100 a 200 euro per pagare degnamente chi lavora qui”: Marco Mengoni apre il club “Allo Sbagliato” a Milano

I costi ha sottolineato l'artista, sono regolati in modo da poter pagare chi si occuperà dell’allestimento dietro le quinte: “Fisicamente ci sono leggi e regole da rispettare per il numero di persone”

di Gabriele Scorsonelli
“Niente cellulari né scaletta, e non suonerò “Due vite” e “L’essenziale”, ma tutti i brani minori. I prezzi? Da 100 a 200 euro per pagare degnamente chi lavora qui”: Marco Mengoni apre il club “Allo Sbagliato” a Milano

Un club per disconnettersi dal web e vivere un’esperienza di musica offline, come nel passato. È l’iniziativa di “Allo Sbagliato”, il locale che aprirà dal 5 novembre al 20 dicembre a Milano con la direzione artistica di Marco Mengoni. “In questo momento avevo necessità di essere più a contatto con il pubblico e i musicisti senza avere una scaletta serrata e movimenti pensati – ha raccontato il cantautore durante un incontro con la stampa –. Perché “Sbagliato”? Tutti suoniamo in venues sempre più grandi, io volevo andare in un posto intimo”.

A esibirsi non sarà solo lui, ma ci saranno musicisti, cantanti, artisti e designer. “Io canterò per quattro sere a settimana, non sempre lo stesso giorno. Poi ci saranno altri colleghi, stand up comedian e dj, italiani e internazionali. Alcuni nomi: Faccianuvola, Rares, Sayf e Mace, ma anche Nuzzo e Di Biase, Luca Ravenna e probabilmente Ghemon che, ha dichiarato Mengoni, “ci piace moltissimo”.

I posti nel club sono 500 e i biglietti costeranno da 100 fino a 200 euro per alcuni spot speciali. “Se si prenota un pasto in uno stellato, si paga un servizio con una qualità altissima – ha spiegato Mengoni -. La vedo come una cena fuori una volta all’anno. Puoi goderti questo momento di vicinanza alle persone e alla musica, senza pensare a postare video, foto e fare selfie. È un evento speciale che rimane nella tua mente”.

I prezzi, ha sottolineato Mengoni, sono regolati in modo da poter pagare chi si occuperà dell’allestimento dietro le quinte: “Fisicamente ci sono leggi e regole da rispettare per il numero di persone. Dietro questo progetto ci sono diversi lavoratori, i costi sono dimensionati a far mangiare famiglie che vivono con mestieri nella musica, il contesto è di un livello alto. La tecnologia in alcuni casi aiuta ad abbattere dei costi. A noi servono macchine e personale atto a svolgere i compiti necessari”.

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