Crime

“La chiave del mistero è in quel nastro in cui si sente la voce di Orlandi. Un poliziotto disse a De Pedis che il corpo di Emanuela era finito in una betoniera”: gli elementi inediti nel nuovo libro

Un nastro con la voce di Emanuela, la betoniera, l'asse romano-bulgaro: gli elementi inediti nel libro di Gian Paolo Pelizzaro "1983"

di Alessandra De Vita
L’incontro a Campo de’ fiori e il ruolo nel caso Orlandi - 4/5

L’incontro a Campo de’ fiori e il ruolo nel caso Orlandi - 4/5

C’è ancora un episodio testimoniato dall’interprete bulgaro che per Pelizzaro andrebbe verificato e di cui scrive nel suo libro. “Marcevski cita un incontro avvenuto in un ristorante ebraico di Campo de’ fiori a pranzo, nel 1988. Attorno allo stesso tavolo c’erano (dice Marcevski): un funzionario Squadra Mobile di Roma di cui non sappiamo il nome, Enrico de Pedis e l’allora capo del Ministero dell’Interno Piero Giarratana. Marcevski non era presente ma seppe di quest’incontro da Giarratana che gli avrebbe riportato anche quanto si dissero i tre quel giorno al ristorante. Giarratana raccontò al bulgaro che quel giorno il suo collega della Mobile voleva convincere Renatino a confessare il sequestro e l’uccisione di Emanuela Orlandi, con un bluff (finse che uno dei suoi uomini avesse cantato) ma Renatino non si sbottonò e consigliò al poliziotto di cercare Emanuela tra porporati e cardinali. Ma c’è di più: il poliziotto parlò a de Pedis della possibilità che il corpo Emanuela Orlandi fosse finito in una betoniera, 20 anni prima di Sabrina Minardi che nel 2008 ha poi dichiarato lo stesso. Che siano vere o no, queste erano le informazioni che già circolavano”, ammette Pelizzaro.

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