Adrien Brody: "Per 'Il pianista' mi sono sottoposto a una dieta di privazione" - 3/3
Nel suo mestiere, Brody non è nuovo a preparazioni estreme. Per interpretare Szpilman ne “Il Pianista”, uscito nel 2002, le rinunce erano state maggiori. Non aveva una famiglia “ma non è stato facile per le mie relazioni personali. Ho messo tutto in deposito, ho traslocato dalla mia casa, ho venduto la macchina e staccato il telefono in modo da essere raggiungibile solo tramite segreteria telefonica. Ho smesso di ascoltare la musica che amo, l’hip-hop e qualsiasi cosa moderna, e mi sono immerso in qualcos’altro del tutto diverso. Ho imparato a suonare Chopin e mi sono sottoposto a una dieta di privazione”, ha rivelato. Un cambiamento totale, per cui “quando è finito, ho dovuto ricostruire la mia vita da capo“.
Tornato a New York dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, ha confessato che tutto era cambiato: “Avevo trascorso mesi immerso negli orrori della guerra, dell’oppressione, del fumo e delle rovine, per poi tornare in una città che portava con sé parte di quello stesso peso. È stato un periodo buio e c’era molto da cui risalire. Ma per me era importante spingermi così oltre, per onorare appieno la responsabilità di quel ruolo”.