Da quando Daniel Craig ha annunciato che avrebbe lasciato il ruolo di James Bond, il toto-007 non si è praticamente mai fermato. Sono passati quasi cinque anni dall’addio dell’attore alla saga con No Time to Die e, nel frattempo, il nome del suo successore è diventato una sorta di enigma collettivo: lo cercano i fan, lo discutono i detrattori, lo inseguono i bookmaker e, inevitabilmente, lo osserva con attenzione anche lo star system internazionale.
Aaron Taylor-Johnson, Callum Turner, Henry Cavill, James Norton, Theo James, Harris Dickinson, Jacob Elordi e, più recentemente, Tom Francis sono stati indicati a turno come possibili eredi di Craig. Ogni volta sembrava essere arrivato il momento decisivo. Ogni volta il Bond successivo sembrava a un passo dall’essere svelato. Ora, però, c’è un nome che sembra avere qualcosa in più degli altri: Jack Lowden.
A metterlo ufficialmente sul tavolo è stato Richard Osman, volto noto della televisione britannica e conduttore, insieme a Marina Hyde, del podcast The Rest Is Entertainment. Osman ha raccontato che Lowden sarebbe stato “fortemente preso in considerazione” per il ruolo. Una precisazione è doverosa: non si tratta di una conferma e lo stesso Osman ha sottolineato che la partita resta aperta. Ma l’indiscrezione arriva in un momento particolarmente significativo, visto che la produttrice Amy Pascal ha indicato il 2026 come l’anno entro il quale verrà annunciato il nuovo interprete di 007.
E allora vale la pena chiedersi: e se fosse davvero lui? Lowden, 36 anni, ha una serie di caratteristiche che sembrano incastrarsi con particolare precisione nel profilo del prossimo Bond. È britannico, ha una solida formazione teatrale (ha vinto per esempio il Laurence Olivier Award al miglior attore non protagonista) e ha dimostrato di sapersi muovere con naturalezza tra cinema, televisione, dramma e azione. Non è ancora una superstar globale al livello di alcuni dei nomi circolati negli ultimi anni, ma proprio questo potrebbe essere un vantaggio: Bond, per funzionare, ha bisogno di trasformare un attore riconoscibile in un’icona, non necessariamente di affidarsi a un’icona già confezionata. E poi c’è il dettaglio che sembra quasi scritto da uno sceneggiatore. Jack Lowden è già una spia.
Dal 2020 è River Cartwright in Slow Horses con il talentuosissimo Gary Oldman, l’acclamata serie di spionaggio di Apple TV+ diventata uno dei titoli più apprezzati della televisione britannica contemporanea. Cartwright è un agente dell’MI5, molto lontano dall’algida perfezione di James Bond: combina talento e impulsività, intuito e goffaggine, ambizione e una certa irresistibile capacità di complicare le cose. Non è l’uomo che entra in una stanza, ordina un Martini e ha già previsto tutto. Spesso è quello che deve rimediare a ciò che è andato storto. Ma è proprio questo il punto.
Prima di Slow Horses c’erano stati War & Peace e The Passing Bells, poi il cinema, con produzioni britanniche e internazionali e soprattutto Dunkirk di Christopher Nolan, nel quale interpretava un pilota della RAF. Craig ha cambiato radicalmente l’idea di 007, portandola verso un personaggio più fisico, vulnerabile, tormentato e brutale. Il prossimo interprete dovrà inevitabilmente confrontarsi con quella versione del personaggio, ma senza rimanerne prigioniero. Lowden potrebbe avere proprio la combinazione necessaria per farlo: abbastanza ruvidità da non sembrare un Bond rétro, abbastanza eleganza da sostenere lo smoking, abbastanza esperienza drammatica da dare profondità all’agente e abbastanza ironia da riportare nel personaggio quella leggerezza che negli ultimi capitoli è stata progressivamente sacrificata.
C’è poi la questione dell’età. A 36 anni Lowden si trova in una fascia particolarmente interessante per una saga che, con ogni probabilità, dovrà costruire un nuovo ciclo narrativo. È abbastanza giovane per interpretare Bond per diversi film, ma non tanto da dare l’impressione di un agente appena uscito dall’accademia. Ha già una carriera alle spalle, ma non è ancora arrivato al punto in cui il pubblico non riesca più a separare l’attore dal personaggio. Naturalmente, il mistero resta. Amazon MGM Studios e i detentori dei diritti hanno ancora l’ultima parola e, finché non arriverà l’annuncio ufficiale, ogni classifica, indiscrezione o scommessa resta appunto un’ipotesi. Il fatto che Osman abbia parlato di un attore “fortemente preso in considerazione” non significa che Lowden abbia già firmato, né che sia necessariamente il favorito definitivo.