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“Al funerale di mio padre Michael nessuno dei figli si è mosso per parlare, quindi ho detto ‘Fancu*o, ci penso io’. Non sono mai riuscita a riguardare quel momento”: parla Paris Jackson

Ospite del podcast Call Her Daddy, la figlia del Re del Pop ha ripercorso il rapporto con il padre, l’infanzia a Neverland, il primo incontro con la madre Debbie Rowe e la fine del fidanzamento con Justin Long

di Redazione FqMagazine
Paris Jackson:

Paris Jackson: "Mi sono messa in contatto con mia madre a 15 anni" - 3/3

Un altro dei momenti più personali dell’intervista riguarda il rapporto con la madre Debbie Rowe. Paris ha raccontato di averla incontrata per la prima volta quando aveva 15 anni: “Penso di aver iniziato a chiedere informazioni quando avevo probabilmente circa 10 o 11 anni, e le risposte che ho ricevuto mi sono state sufficienti. Tipo: ‘Oh, come si chiama?’. E mi è stato detto il suo nome e io ho pensato: ‘Va bene, fantastico. Sono andata avanti e ci siamo messe in contatto quando avevo circa 15 anni, e poi abbiamo iniziato davvero ad avvicinarci verso la fine della mia adolescenza”, ha aggiunto.

“Per quanto riguarda il primo incontro mi ricordo di essere scesa al piano di sotto e lei era in soggiorno con mia nonna”. Poi Paris entrò nella stanza e la salutò con poche parole: “Ciao, mamma”. Dopo quel primo incontro, le due trascorsero la giornata insieme: “Mi sono seduta, abbiamo parlato per un po’ e poi siamo uscite per la giornata e siamo semplicemente state insieme”.

Da quel rapporto Paris ha detto di aver imparato anche a non costruire aspettative troppo rigide quando entra in una relazione: “Quando entro in qualcosa senza aspettative, creo uno spazio davvero bello perché qualcosa di spontaneo possa sbocciare”.

Durante la chiacchierata c’è stato spazio anche per la sua vita sentimentale e, in particolare, per la fine del fidanzamento con Justin Long. Paris ha parlato apertamente della scelta di interrompere la relazione: “È stata una scelta che dovevo fare per essere felice”. Poi una frase che riassume bene il ragionamento che l’ha portata a chiudere: “Il fatto che qualcuno sia una brava persona non significa che sia la persona giusta per me”.

La decisione, ha raccontato, non è arrivata immediatamente. “Ho provato a lasciarlo diverse volte”, ha detto, spiegando che a trattenerla erano anche la speranza che alcune cose potessero cambiare e i dubbi sul futuro. A un certo punto, però, qualcosa è cambiato: “Le mie condizioni non negoziabili restano non negoziabili”. E oggi, guardando a quella scelta, Paris sembra avere le idee più chiare: “Sono felice”.

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