Paris Jackson: "Quando uscivamo con papà indossavamo maschere per non farci riconoscere" - 2/3
Nel corso della conversazione Paris è poi tornata sul rapporto con il padre e sulla sua infanzia a Neverland. Il ricordo che emerge è quello di un Michael Jackson molto diverso dall’immagine pubblica della popstar: “Era un uomo molto divertente, era il mio migliore amico”. Paris ha raccontato anche di essere stata molto legata al padre: “Ero la piccola principessa di papà”. Anche la vita a Neverland, secondo il suo racconto, era molto diversa da come potrebbe essere stata immaginata dall’esterno. Le attrazioni del parco non erano infatti pensate principalmente per i figli di Michael: “Era stato chiarito molto, molto bene che tutte quelle attrazioni non erano per noi. Non ci appartenevano. Erano per bambini svantaggiati e per bambini malati terminali che non potevano andare a Disneyland”.
La loro quotidianità era invece molto più normale e regolata: “Mi svegliavo e andavo nella stanza che era la nostra aula, e andavamo a scuola”. Il divertimento arrivava dopo aver rispettato gli impegni: “Se facevamo le nostre faccende e i compiti, potevamo divertirci il sabato e la domenica”.
Paris ha parlato anche delle maschere che lei e i fratelli indossavano quando uscivano con il padre. Da bambina, quella situazione non le sembrava particolarmente strana: “Se fai questo adesso, puoi andare da Chuck E. Cheese e comportarti normalmente perché nessuno saprà chi sei”. L’obiettivo, insomma, era permettere ai figli del Re del Pop di vivere qualche momento di normalità senza essere immediatamente riconosciuti dal pubblico.