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“Mi imbarazza moltissimo parlare di amore. Mi sembra che i sentimenti e le cose preziose perdano di valore se detti a più persone. La felicità non passa solo dal lavoro”: così Emanuela Fanelli

Il rapporto tra identità e successo professionale. Fanelli, che ha lavorato per dieci anni come maestra d'asilo prima di sfondare nel cinema e in televisione

di Redazione FqMagazine
“Mi imbarazza moltissimo parlare di amore. Mi sembra che i sentimenti e le cose preziose perdano di valore se detti a più persone. La felicità non passa solo dal lavoro”: così Emanuela Fanelli

Ci sono argomenti che Emanuela Fanelli maneggia con leggerezza come l’autoironia, i ricordi d’infanzia, persino l’idea di un fallimento clamoroso costruito apposta per una serie tv e ce n’è uno solo davanti al quale l’attrice romana si fa più cauta: l’amore.

Lo confessa senza troppi giri di parole a Sette de Il Corriere della Sera, spiegando che è un tema che sceglie deliberatamente di non affrontare, né nella sua nuova serie “Peccato”, in onda su HBO Max dal 2 ottobre, né in nessuna intervista. Alla domanda diretta sul perché di questa reticenza, la sua risposta è quasi un piccolo manifesto sulla riservatezza: “Mi imbarazza moltissimo parlarne. Mi sembra che i sentimenti e le cose preziose perdano di valore se detti a più persone”.

Una dichiarazione che restituisce bene il personaggio pubblico costruito da Fanelli in questi anni: comica dissacrante quando si tratta di raccontare sé stessa e le proprie presunte disgrazie professionali, ma estremamente pudica quando il discorso scivola sulla sfera privata.

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