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“Io mia moglie casti per 3 anni e mezzo dopo un pellegrinaggio a Medugorje. Ho sofferto lacune affettive, rapporti familiari complessi, forse un po’ aridi”: parla Alessandro Greco

Il conduttore si racconta a tutto tondo: il rapporto con la moglie Beatrice Bocci, la scelta di castità dopo un pellegrinaggio a Medjugorje, le difficoltà familiari vissute da bambino, il peso della popolarità arrivata a 25 anni e la sua paura più grande

di Redazione FqMagazine
“Io mia moglie casti per 3 anni e mezzo dopo un pellegrinaggio a Medugorje. Ho sofferto lacune affettive, rapporti familiari complessi, forse un po’ aridi”: parla Alessandro Greco

“Ho trovato un equilibrio che riguarda tutto ciò che sono come persona, mettendo al primo posto la sfera privata e quella affettiva. Quando gli aspetti che considero prioritari sono appagati, inevitabilmente questo si riflette anche sul mio lavoro”. Alessandro Greco, volto di Uno Mattina al fianco di Carolina Rey e Paola Cervelli, si è raccontato a Vanity Fair parlando di infanzia, fede, carriera e vita privata. Una sfera, quest’ultima, da personaggio pubblico ha scelto di condividere perché, con la moglie Beatrice Bocci “sentiamo la responsabilità di testimoniare ciò che per noi è stato importante”.

Come, ad esempio, la scelta di castità per un lungo periodo: “Dopo un pellegrinaggio a Medugorje, scegliemmo di vivere un periodo di castità per rimettere davvero al centro i sacramenti”, ha raccontato il conduttore. Una decisione portata avanti circa tre anni e mezzo, che secondo lui è stata fraintesa: “Molti hanno pensato che fosse diventata una condizione permanente, quando invece si trattò di un percorso, vissuto in un preciso momento della nostra vita“. E legato anche alla fede, che “non è un premio destinato ai perfetti, è esattamente il contrario. È un dono che si accoglie quando si prende coscienza della propria fragilità e del proprio bisogno di essere aiutati”.

Durante l’intervista, il conduttore è tornato sulla sua adolescenza. E sul bisogno, da ragazzo, dello sguardo altrui: “C’è stata una fase in cui il riconoscimento delle persone ha colmato alcune lacune affettive che mi portavo dietro fin dall’infanzia”. Un vuoto che, ha spiegato, affondava le radici in “rapporti familiari complessi, forse un po’ aridi”. Nonostante abbia due fratelli “sono cresciuto quasi come figlio unico. Loro erano molto più grandi di me e il contatto affettivo che ho vissuto non era quello ideale”. Secondo Greco, a colmare quelle ferite sono stati gli spettacoli nelle piazze fatti da ragazzino, la sua “vera palestra”.

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