Non è solo percezione: la scienza conferma - 2/5
Chi pensa che si tratti di ansia generazionale “un po’ esagerata” dovrebbe guardare ai dati clinici. L’ultimo report “Stress in America” dell’American Psychological Association ha rilevato che oltre l’80% dei rispondenti tra i 18 e i 34 anni indica il denaro come un fattore di stress significativo, la percentuale più alta fra tutte le fasce d’età. Una survey più recente, condotta da LifeStance Health su oltre mille adulti statunitensi, ha coniato per questo fenomeno il termine “stressflation”: la convergenza tra pressione economica e disagio psicologico, che colpisce in modo sproporzionato proprio millennial e Gen Z.
Un dato che circola nello stesso ambito e che aiuta a spiegare il meccanismo alla base: uno studio del 2022 pubblicato sul Journal of Family and Economic Issues ha collegato le preoccupazioni finanziarie a un aumento del disagio psicologico negli adulti americani.
Tradotto: chi cresce sommerso dall’ansia da bollette non separa mai davvero le due cose, amore e soldi, perché il cervello non riesce a farlo. Lo stress economico cronico altera letteralmente il modo in cui una persona valuta il rischio, la fiducia e l’investimento emotivo in una relazione ed è esattamente ciò che la ricerca comportamentale definisce “scarcity mindset”, la mentalità da scarsità: quando le risorse sono percepite come insufficienti, ogni decisione, anche quella di innamorarsi, viene filtrata da un calcolo di sopravvivenza.