C’era un tempo in cui l’amore vinceva su tutto. Poi è arrivato l’estratto conto. Una nuova ricerca condotta da Talker Research su 2.000 americani fotografa un fenomeno che i più romantici preferirebbero ignorare: per una fetta sempre più ampia di persone, il portafoglio è diventato il vero gatekeeper del sentimento. E a pagarne il prezzo più alto, paradossalmente, è proprio chi ha meno soldi in tasca: la Generazione Z. Lo riporta il New York Post.
Il dato di partenza è già una doccia fredda: un quarto degli americani intervistati ritiene che la propria situazione economica gli abbia impedito di trovare il “vero amore”. Ma è scomponendo il campione per fasce d’età che la fotografia si fa nitida, quasi crudele: il 40% della Gen Z condivide questa convinzione, contro appena l’11% dei baby boomer. Non è un dettaglio statistico, è un ribaltamento generazionale completo.
Il dato si allarga ulteriormente se si guarda a quanto lo stipendio venga percepito come un requisito d’ingresso per l’amore: il 78% della Generazione Z crede che il reddito di una persona ne determini le chance di trovare una relazione vera, contro il 32% dei boomer. E la cifra “magica” indicata in media dagli intervistati per meritarsi il vero amore è 106.417 dollari l’anno — con i boomer, unica generazione, che si accontenta di restare sotto le sei cifre.