L'anomalia dei messaggi inviati dopo il decesso - 3/3
A destare curiosità ed interrogativi è stata anche l’anomala attività sul telefono della donna. Per ben 11 giorni dopo la sua morte, sono stati inviati messaggi ai suoi amici e a suo padre, fino alla sua identificazione pubblica avvenuta il 29 luglio. Sintomo di come il presunto (o i presunti) assassino abbia usato lo smartphone di Ross per far sembrare che stesse bene, distogliendo sospetti sulla sua reale condizione. Nei messaggi la donna (o chi per essa) avrebbe affermato di voler stare “da sola” e, uno di questi, suggeriva che si sarebbe recata su un’isola greca per trascorrere un po’ di tempo con sé stessa.
Ricostruendo gli spostamenti di Ross emerge che sia partita verso fine giugno da Edimburgo, con destinazione Atene. Avrebbe poi soggiornato da amici greci a Keratsini, nella zona sud di Atene. A loro avrebbe poi comunicato che, il 15 luglio, sarebbe andata a trovare degli amici americani a Kypseli. Dettaglio che non convince del tutto. “Non credo nemmeno che questi americani esistano. Se fossero stati davvero suoi amici, si sarebbero già fatti avanti”, ha dichiarato l’agente di polizia locale, George Kalliakmanis. Ross è stata trovata morta 72 ore dopo.