L'autodiagnosi in quota di David Cifaldi: "Ero abbastanza fiducioso che il bastone fosse fuori dalla parete toracica" - 2/4
Sfruttando le proprie competenze professionali, Cifaldi ha mantenuto la lucidità e ha eseguito un’immediata autovalutazione. L’assenza di dolore acuto (probabilmente mitigato dall’adrenalina) e la mancanza di perdite di sangue evidenti gli hanno fornito i primi parametri. Ha quindi chiesto ai due compagni di escursione di scattare una foto alla ferita sulla schiena per verificare la traiettoria dell’oggetto.
L’asta era immobile e non aveva intaccato organi vitali né nervi principali. Di fronte all’iniziale esitazione dei compagni, Cifaldi ha preso il comando della situazione: “Ho detto loro: ‘Dobbiamo scendere da questa montagna’ e loro mi hanno risposto: ‘Non ne siamo sicuri’. Ma io ero abbastanza fiducioso che il bastone fosse fuori dalla parete toracica. Era solo una ferita superficiale”. Jesse Ross, uno dei due amici presenti, ha ricordato il momento: “L’unica ragione per cui è stato possibile è stata la sua sicurezza. Chi eravamo noi per dire qualcosa? Era lui il medico. Il nostro lavoro a quel punto era solo supportarlo”.