Viaggi

I prezzi folli di Matera: “Una focaccia a 14 euro e la pizza a 20 euro, affitti aumentati del 33,5% a causa del boom di alloggi turistici”

L'inchiesta del Corriere della Sera certifica il lato oscuro del boom turistico: tra rincari e concessioni in scadenza, la città rischia di espellere i propri abitanti

Testo di Redazione FqMagazine
I prezzi folli di Matera: “Una focaccia a 14 euro e la pizza a 20 euro, affitti aumentati del 33,5% a causa del boom di alloggi turistici”

Matera è passata dall’essere la Capitale europea della Cultura nel 2019 a Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo nel 2026. Ormai vetrina internazionale, crocevia dell’estetica contemporanea e palcoscenico ambito per prestigiosi riconoscimenti e premi legati alla moda e al costume, la città dei Sassi ha trasformato radicalmente la propria reputazione e la propria economia. Tuttavia, come riportato da un’analisi del Corriere della Sera, questo prestigio globale presenta un conto salatissimo per i residenti. Il boom turistico – alimentato anche dall’arrivo di Dua Lipa e Callum Tatum che hanno fatto tappa qui quest’estate durante il loro viaggio di nozze, ha innescato un rincaro generalizzato, alimentando un malcontento diffuso: il costo della vita è esploso, trasformando i prodotti più popolari in beni di lusso.

Basta entrare in un panificio locale o sedersi al tavolo di un ristorante nel centro storico per misurare l’entità dei rincari. Il cibo di strada e i piatti poveri della tradizione agricola hanno subito una vera e propria revisione al rialzo La classica “ruota” di focaccia semplice, un tempo simbolo dello street food popolare ed economico, viene oggi venduta a una media di 12 euro al chilogrammo, traducendosi in un costo compreso tra i 9 e i 10 euro per una pezzatura standard da 800 grammi. Se la si preferisce farcita, la quotazione sale a 14 euro al chilo, portando la singola ruota da circa 950 grammi a toccare i 13 o 14 euro.

Lo stesso trend riguarda pizzerie e ristoranti: per una semplice pizza Margherita si parte da una base di 9 euro, coperto escluso, mentre per le versioni gourmet o speciali del centro storico il conto supera agilmente i 14 euro, spingendosi oltre la soglia dei 20 euro nei locali più ricercati. Persino i primi piatti della tradizione contadina hanno ormai perso la loro accessibilità, con ricette storiche come la pasta con le cime di rapa o con la salsiccia pezzente che si attestano stabilmente sui 15 euro a porzione.

I commercianti giustificano il riposizionamento dei listini con l’aumento sistemico dei costi operativi (materie prime, energia, personale, affitti commerciali), unito alla pressione di un turismo che ha alterato il mercato immobiliare. In questo delicato contesto economico e identitario si inserisce l’imminente apertura del primo McDonald’s: la città perderà così il suo primato di unico capoluogo di provincia italiano privo del colosso americano del fast food. L’arrivo della multinazionale impone un interrogativo diretto su quanto oggi il marchio “Matera” pesi nella formazione dei prezzi locali e se la qualità dell’offerta giustifichi rincari così incisivi.

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