La pietra millenaria dei Sassi di Matera lambita da una luce calda, radente e studiata ad arte per esaltare le curvature del barocco lucano e, insieme, il fruscio leggero di sete, organze e ricami preziosi. Nella serata di venerdì 10 luglio, la monumentale scalinata della Chiesa di San Francesco d’Assisi si è trasformata in una scenografia vivente a cielo aperto, dove le creazioni d’alta sartoria nate nei laboratori e negli atelier internazionali hanno preso vita, scendendo gradino dopo gradino in un suggestivo gioco di geometrie e volumi.
“La moda che io rappresento nel Premio è arte, e l’arte è uguale a cultura, materia, struttura”, dichiara Enzo Centonze, ideatore e direttore artistico del Premio Moda Matera, fotografando l’essenza di una kermesse che quest’anno celebra la sua quindicesima edizione. Nel prestigioso anno che vede la città lucana designata come Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026 insieme alla marocchina Tétouan, la manifestazione si è imposta come una piattaforma in cui il fashion system abbandona la dimensione puramente commerciale per farsi linguaggio di cooperazione e inclusione, richiamando nei Sassi delegazioni e addetti ai lavori da Francia, Serbia, Messico, Venezuela, Bolivia e Guinea.
I verdetti della giuria e i riconoscimenti all’informazione
La manifestazione ha alternato la ricerca dei giovani talenti alla celebrazione della grande sartoria di tradizione. La sezione concorso per i designer emergenti, andata in scena in Piazza Vittorio Veneto, ha visto trionfare la designer serba Dorotea Sušić per la categoria Prêt-à-Porter. Il siciliano Davide Morreale ha ottenuto una significativa doppietta, aggiudicandosi sia il Premio Alta Moda sia il Premio Cinema Alta Moda, mentre a Jessica Cavarischia è andato il premio per il Cinema Prêt-à-Porter.
La successiva serata di Gala sulla scalinata di San Francesco, presentata da Ivana Pantaleo e Beppe Convertini, ha invece puntato i riflettori sulle collezioni di firme consolidate — tra cui l’ambasciatore dell’alta moda Giovanni Cannistrà — e sulle personalità che si sono distinte nella narrazione e nella tutela del Made in Italy. In questo contesto sono stati assegnati i premi speciali per la comunicazione e la cultura: al celebre fotografo Rino Barillari è andato il Premio alla Carriera, mentre per il comparto giornalistico sono stati premiati Cinzia Malvini di La7, Nicoletta Di Feo di SkyTg24, Beatrice Spediacci del Gruppo 24 Ore, Carlo Vulpio del Corriere della Sera e Sanja Lučić, corrispondente in Italia per emittenti serbe. Nel corso della cerimonia, la giuria ha conferito il PREMIO MODA 2026 – Excellence in Fashion Journalism alla giornalista del Fatto Ilaria Mauri, come riconoscimento per l’impegno costante nella documentazione, nell’analisi critica, nel racconto e nell’insegnamento delle evoluzioni del costume e del sistema moda.
Il ponte sul Mediterraneo e l’omaggio a Brigitte Bardot
La vocazione internazionale del premio si inserisce nel ruolo geopolitico che Matera riveste nel 2026, favorendo scambi culturali che superano i confini fisici e politici. Come spiegato dallo stesso Enzo Centonze, il valore aggiunto del progetto risiede nella capacità di attrarre e integrare saperi artigianali differenti direttamente sul territorio lucano: “Matera quest’anno è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Ecco perché abbiamo creato questi ponti, per poter cercare di unire le culture e far vedere un’artigianalità diversa”.
La valorizzazione del territorio passa anche attraverso eventi espositivi come la nona ModArt Cult Exhibition, inaugurata il 12 luglio presso l’Hub Temporaneo di Via del Corso e visitabile fino al 26 luglio. Curata dal critico d’arte Antonello Di Pinto, la mostra rende omaggio al mito di Brigitte Bardot (filo conduttore di questa edizione) affiancando venti creazioni esclusive dei designer partecipanti agli scatti storici di Rino Barillari, il re dei paparazzi della Dolce Vita, premiato con il Premio Moda alla carriera. L’iniziativa rientra nel tour nazionale di Confartigianato Moda volto a sostenere e raccontare nei principali scenari internazionali il lavoro delle micro e piccole imprese artigiane italiane.
Quindici anni di storia: dai primi passi di Elodie al consolidamento del format
La quindicesima edizione del Premio Moda rappresenta un traguardo che invita a ripercorrere l’evoluzione di una manifestazione cresciuta costantemente nel tempo. Centonze ricorda la genesi del progetto come uno spazio di opportunità concreto per le nuove generazioni di designer: “Il Premio nasce come concorso per dare una vetrina ai giovani che magari non hanno tante possibilità. Attraverso il sostegno delle istituzioni o del privato si riescono a realizzare queste bellissime cose. In questi anni abbiamo dato tanto spazio ai giovani provenienti da ogni parte d’Italia e da nazioni diverse, ma nel lungo andare il format sta prendendo piede anche per dare spazio a stilisti già affermati, fashion designer e soprattutto couturier”.
In questo percorso quindicennale, la passerella materana ha tenuto a battesimo talenti che avrebbero poi intrapreso strade diverse ma altrettanto straordinarie. Tra i ricordi più singolari e significativi della rassegna figura la partecipazione di una giovanissima Elodie: molto prima di imporsi come una delle voci più importanti della musica pop e della discografia italiana, la cantante ha sfilato proprio come modella sul palco del Premio lucano. Una testimonianza della capacità storica del format di intercettare il talento emergente fin dalle sue primissime espressioni.