La battaglia per Ustica di Andrea Purgatori - 4/4
L’inchiesta sulla strage di Ustica ha segnato la vita di Purgatori e, di riflesso, quella dei figli. Edoardo ricorda la scoperta della portata di quel lavoro: “Seppi di Ustica da adolescente andando al cinema a vedere il film di Marco Risi «Il muro di gomma». Papà firmò la sceneggiatura. Capii, allora, molto del suo carattere. Al suo funerale Daria Bonfietti si presentò: “Vengo da Bologna”. Era come avesse perso un parente”.
Il rigore imposto in casa su questi temi era assoluto, come sottolinea Ludovico: “Era difficile combattere con lui perché era il mago delle parole. Dovevamo informarci a nostra volta, leggere, farci la nostra idea. Niente scorciatoie”. E di fronte ai recenti tentativi di revisionismo sulla strage, Edoardo lancia un appello chiaro: “Non si può gettare la croce sulla magistratura. Se papà fosse qui chiederebbe al governo italiano di farsi carico a livello politico e istituzionale di questa vicenda. Non è sufficiente che qualche uomo delle istituzioni in pensione si lavi pubblicamente la coscienza svelando retroscena”.
Accanto al giornalista serioso, conviveva però una profonda vocazione artistica. Ludovico ricorda i pomeriggi passati “al blockbuster di via Barberini a noleggiare cassette. Arrivavamo a guardare tre film di seguito…”, mentre Edoardo conferma che “papà aveva velleità attoriali”. Una propensione sfociata nella celebre collaborazione televisiva con Corrado Guzzanti ne “Il caso Scafroglia”. Edoardo lo ricorda divertito nella parodia sul “comunismo midollare”: “C’era papà confusissimo con falce e un martello in mano, nel vano tentativo di assemblarli…”. Un diversivo che gli garantiva ossigeno: “Da che lo sentivo sempre arrabbiato ricordo quelle telefonate con Guzzanti e le risate condivise. In quelle occasioni utilizzava il suo lato sarcastico, ironico e autoironico”.