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“Nostro padre non aveva in programma di morire. I medici continuavano con le metastasi, le cliniche hanno provato a defilarsi”: i figli di Andrea Purgatori denunciano gli errori fatali

In un'intervista al Corriere della Sera, Edoardo, Ludovico e Victoria ripercorrono la morte del giornalista e le responsabilità sanitarie. Il ritratto inedito di un padre "superuomo" ma assente, tra le storiche inchieste su Ustica e i retroscena in redazione

di Redazione FqMagazine
“Nostro padre non aveva in programma di morire. I medici continuavano con le metastasi, le cliniche hanno provato a defilarsi”: i figli di Andrea Purgatori denunciano gli errori fatali

“Non abbiamo potuto congedarci da nostro padre che, va detto, non aveva in programma di morire“. È la sintesi di Edoardo Purgatori, che insieme ai fratelli Ludovico e Victoria ha scelto le pagine del Corriere della Sera per fare il punto sulla battaglia legale e umana seguita alla scomparsa del padre Andrea. Il giornalista, morto a 70 anni il 19 luglio di tre anni fa a causa di un’endocardite non diagnosticata, è al centro di un’inchiesta per cui si profila un processo per negligenza medica.

Le dichiarazioni dei tre figli — oggi tutti impiegati nel mondo del cinema — riguardano le ultime settimane di vita del reporter e la gestione sanitaria da parte delle strutture private. “Riuscimmo ad avere informazioni corrette sulla salute di nostro padre solo poco prima che morisse“, denuncia Edoardo al Corriere. “Vi erano delle ischemie cerebrali. Ma i medici continuavano con le metastasi. Le cliniche Pio XI e Villa Margherita di cui tanto nostro padre si era fidato, dopo aver fatto numerosi errori, hanno provato a defilarsi“.

Una posizione rafforzata dall’assenza di scuse ufficiali, come sottolinea Ludovico: “Nessuno ci ha mai chiesto scusa assumendosi le sue responsabilità. Siamo fiduciosi nella legge e nelle autorità che ci hanno portato fin qui. Consigliamo sempre e solo la sanità pubblica”. Nonostante le condizioni critiche, lo slancio professionale di Purgatori non si era esaurito: “Ha continuato a lavorare fino alla fine”, ricorda Victoria, mentre Ludovico svela l’ultima ambizione interrotta: “Il suo progetto era un docufilm a puntate su Ustica con Netflix”.

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