I figli di Purgatori: "Non diceva niente a nessuno tranne il giorno prima della pubblicazione" - 3/4
Purgatori costruì la sua leggenda professionale proprio al Corriere della Sera, dove, ricorda Ludovico, “a 32 anni divenne il capo della cronaca di Roma. Un giovane con una redazione molto più anziana di lui. Ma seppe guadagnarsi il rispetto di tutti”. Sul suo carattere ruvido e intransigente in redazione, Edoardo regala un aneddoto eloquente: “Le comunicazioni fra via Solferino a Milano e la redazione romana del Corsera avvenivano tramite fattorini e buste sigillate. Una notte, durante una maratona elettorale per il voto negli Usa, furono offerti dalla direzione alcuni tramezzini. Immangiabili. Papà ne volle imbustare uno accompagnato da un biglietto per il direttore dell’epoca: “Questo magnatelo te”. Quell’anno non ebbe l’agendina natalizia aziendale e, invece, ricevette la lettera del capo dell’ufficio legale che lo implorava, in caso di dissenso o difficoltà, di utilizzare canali di protesta più formali…”.
Ancora più indicativo del suo metodo investigativo è il racconto di Ludovico sullo scandalo dei fondi Bnl a Saddam Hussein: “Un caporedattore piuttosto prevenuto nei confronti di papà gli chiese di trovargli le prime aziende nell’elenco di chi lo foraggiava. Attraverso delicate fonti di intelligence ebbe un colloquio ma non gli furono dati documenti. Dovette, allora, memorizzare i nomi. Tornò in redazione con cinque sigle. Vi era anche un’azienda della compagine editoriale del Corriere. Impallidirono. Fu imbarazzante ma il giornale pubblicò”.
Del proprio lavoro, però, non parlava mai. Ludovico riporta le parole di Paolo Conti, storico collega del padre: “Chiesi a Paolo Conti, il suo collega più affezionato: ma ti raccontava mai il suo lavoro? La risposta fu: “Non diceva niente a nessuno tranne il giorno prima della pubblicazione. In quel caso ripeteva compiaciuto: non sai che bomba esce domani””. Dopo quegli anni Purgatori lasciò il giornale perché, concordano Edoardo e Ludovico, “sapeva sempre reinventarsi” ed “era costantemente alla ricerca di altre strade”.