Trending News

“Nostro padre non aveva in programma di morire. I medici continuavano con le metastasi, le cliniche hanno provato a defilarsi”: i figli di Andrea Purgatori denunciano gli errori fatali

In un'intervista al Corriere della Sera, Edoardo, Ludovico e Victoria ripercorrono la morte del giornalista e le responsabilità sanitarie. Il ritratto inedito di un padre "superuomo" ma assente, tra le storiche inchieste su Ustica e i retroscena in redazione

di Redazione FqMagazine
I figli di Purgatori:

I figli di Purgatori: "Non diceva niente a nessuno tranne il giorno prima della pubblicazione" - 3/4

Purgatori costruì la sua leggenda professionale proprio al Corriere della Sera, dove, ricorda Ludovico, “a 32 anni divenne il capo della cronaca di Roma. Un giovane con una redazione molto più anziana di lui. Ma seppe guadagnarsi il rispetto di tutti”. Sul suo carattere ruvido e intransigente in redazione, Edoardo regala un aneddoto eloquente: “Le comunicazioni fra via Solferino a Milano e la redazione romana del Corsera avvenivano tramite fattorini e buste sigillate. Una notte, durante una maratona elettorale per il voto negli Usa, furono offerti dalla direzione alcuni tramezzini. Immangiabili. Papà ne volle imbustare uno accompagnato da un biglietto per il direttore dell’epoca: “Questo magnatelo te”. Quell’anno non ebbe l’agendina natalizia aziendale e, invece, ricevette la lettera del capo dell’ufficio legale che lo implorava, in caso di dissenso o difficoltà, di utilizzare canali di protesta più formali…”.

Ancora più indicativo del suo metodo investigativo è il racconto di Ludovico sullo scandalo dei fondi Bnl a Saddam Hussein: “Un caporedattore piuttosto prevenuto nei confronti di papà gli chiese di trovargli le prime aziende nell’elenco di chi lo foraggiava. Attraverso delicate fonti di intelligence ebbe un colloquio ma non gli furono dati documenti. Dovette, allora, memorizzare i nomi. Tornò in redazione con cinque sigle. Vi era anche un’azienda della compagine editoriale del Corriere. Impallidirono. Fu imbarazzante ma il giornale pubblicò”.

Del proprio lavoro, però, non parlava mai. Ludovico riporta le parole di Paolo Conti, storico collega del padre: “Chiesi a Paolo Conti, il suo collega più affezionato: ma ti raccontava mai il suo lavoro? La risposta fu: “Non diceva niente a nessuno tranne il giorno prima della pubblicazione. In quel caso ripeteva compiaciuto: non sai che bomba esce domani””. Dopo quegli anni Purgatori lasciò il giornale perché, concordano Edoardo e Ludovico, “sapeva sempre reinventarsi” ed “era costantemente alla ricerca di altre strade”.

Precedente
Precedente
Successivo
Successivo
Playlist

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione