I figli di Purgatori: "Nostro padre si indispettiva per telefonate più lunghe di ventinove secondi" - 2/4
Il ritratto tracciato dai figli spoglia il giornalista dall’aura pubblica per restituirne i contorni privati, segnati da un’indole inarrestabile. Edoardo conferma l’irrequietezza del padre: “Direi di sì. L’irrequietezza nasceva dal bisogno di stare a contatto con la gente, di avere il polso del mondo”. Ludovico aggiunge un ricordo legato alle esequie: “Al funerale ricordo di aver detto che aveva sempre fretta e mai abbastanza tempo per fare ciò che avrebbe voluto”. Un’urgenza confermata da Victoria: “Si indispettiva per telefonate più lunghe di ventinove secondi. Correva sempre”.
Questa frenesia ha presentato un conto salato negli equilibri familiari. Edoardo lo descrive senza sconti: “Era una persona che non condivideva dubbi, incertezze e sconfitte e cercava di farsene carico da solo. Da piccolo poteva anche sembrarmi un “superuomo”. Da grande, essendo padre a mia volta, dico che non è sano. Aveva un’indole guerriera ma, ripeto, non è sano. Il tempo che passava per strada, lontano dalla famiglia, oppure semplicemente al pc di casa mi ha fatto dire “l’ho perso” perché non era totalmente presente”. Tuttavia, l’eredità morale resta salda: “Ci ha comunque insegnato tanto”, precisa Victoria. “Ad agire a mente fredda solo dopo esserci fatta un’opinione. Le parole sono un’arma fenomenale che ho imparato ad usare”. La tenerezza emergeva a sprazzi, come racconta la stessa Victoria: “Ho un ricordo molto bello: papà che si metteva vicino a Edo e Ludo e parlavano di vacanze assieme. Era come se qualcuno avesse acceso all’improvviso il rumore delle cascate. Si ammorbidiva subito”.