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“Non costringevo gli alunni a guardare le dirette, i social distorcono la realtà. Avrei potuto lasciare la scuola per dedicarmi completamente alla carriera pubblica, ma non l’ho fatto”: così Vincenzo Schettini

Il professore, conosciuto sul web come "La Fisica che ci piace", ha raccontato il suo anno più difficile: dalle polemiche per il metodo d'insegnamento alle critiche, fino alla sua idea di scuola pubblica

di Redazione FqMagazine
Schettini:

Schettini: "La scuola deve essere un diritto universale e gratuito" - 5/6

Tra le altre polemiche, avevano fatto scalpore anche alcune dichiarazioni di Schettini sull’istruzione a pagamento. Il prof, però, è ferreo nel suo credo: “La scuola è e deve rimanere un diritto universale, gratuito e inalienabile. Io non parlavo dell’istruzione scolastica. Facevo un altro ragionamento: se vado a teatro pago un biglietto, se visito una mostra pago un biglietto e un artista viene giustamente retribuito per il proprio lavoro. Allo stesso modo, un insegnante è un professionista e, quando realizza attività culturali al di fuori della scuola, è giusto che venga remunerato“.

Il tribunale del web ha scalfito l’insegnante soprattutto sul piano personale, perché se le critiche “toccano la sfera degli affetti fanno molto più male”. L’esposizione pubblica, ha raccontato, lo ha reso più vulnerabile: “Inevitabilmente arrivano anche momenti complicati. Ho cercato di ricordare a me stesso di non perdere quella scintilla che mi ha sempre guidato. Non sono un guru né una persona speciale: sono il primo ad avere bisogno di fermarsi e di chiedere aiuto”. Da qui, l’inizio di un percorso di terapia che “è stato un’esperienza molto importante”.

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