Schettini: "AI opportunità o rischio? Dipende da chi la usa" - 2/6
“In questo periodo, la scuola è cambiata in modo straordinario – ha sottolineato Schettini –. Ho iniziato a insegnare nel 2007 con un registro cartaceo e oggi ci troviamo a confrontarci con l’intelligenza artificiale generativa”. Mutamento significa anche adattamento: quindi, l’esigenza di battere nuove strade. “A livello europeo esiste una forte esigenza di costruire un discorso culturale con i ragazzi sul tema dell’energia”. Secondo il professore, se ne parla poco: serve essere informati sul nucleare, per cui “costruire una centrale richiede dieci o quindici anni e investimenti enormi. Allo stesso tempo, sulle energie rinnovabili non abbiamo ancora raggiunto una visione condivisa”. Su questo scenario, incide anche l’AI, che necessita di una grande quantità di risorse. Può essere utile, ma dipende dalla consapevolezza di chi la utilizza: “Se un bambino di dieci anni si affida completamente all’intelligenza artificiale per svolgere ogni compito, il rischio è enorme: diventa una sorta di suicidio mentale – ha spiegato il fisico –. Se invece la utilizza un ingegnere aerospaziale per migliorare le prestazioni di un modulo orbitante, oppure un medico o un programmatore, allora rappresenta un’opportunità straordinaria”.