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“Non costringevo gli alunni a guardare le dirette, i social distorcono la realtà. Avrei potuto lasciare la scuola per dedicarmi completamente alla carriera pubblica, ma non l’ho fatto”: così Vincenzo Schettini

Il professore, conosciuto sul web come "La Fisica che ci piace", ha raccontato il suo anno più difficile: dalle polemiche per il metodo d'insegnamento alle critiche, fino alla sua idea di scuola pubblica

di Redazione FqMagazine
Schettini:

Schettini: "Non costringevo gli alunni a guardare le dirette. I social distorcono la realtà" - 4/6

Proprio sul tema delle lezioni in classe, qualche mese fa Schettini era stato colpito da un’ondata di polemiche dopo un’ospitata al podcast Passa dal BSMT, condotto da Gianluca Gazzoli. In quell’occasione, aveva raccontato di aver “costretto” gli studenti a seguire le sue dirette. “Credo che, quando ho detto in tono ironico che ‘costringevo’ gli studenti a seguire le mie dirette, fosse evidente il contesto scherzoso. Se davvero avessi costretto gli studenti, dopo poche lezioni sarebbe arrivata una segnalazione alla dirigente scolastica”. Secondo il prof, quell’esperienza ha coinvolto i ragazzi, ma “quando si raggiunge una certa esposizione pubblica, perfino l’ironia rischia di essere fraintesa“.

Il fisico, però, era stato criticato in generale per quello che internet riteneva il suo metodo d’insegnamento: “Non mi è piaciuto il fatto che sui social vengano estrapolati pochi secondi di un discorso e fatti circolare senza il resto del contesto. Se qualcuno prende trenta secondi di una mia diretta, nei quali invito gli studenti a partecipare, a commentare e a studiare promettendo un voto in più, ma ignora tutto il lavoro svolto durante la lezione, inevitabilmente offre una rappresentazione distorta della realtà“. Le accuse sono arrivate in forma anonima anche da ex studenti: “Come si può chiedere a qualcuno di scusarsi davanti ad accuse anonime? Aggiungo anche un’altra cosa: non sono mai stato un insegnante che piace a tutti. È normale. Ci saranno sicuramente studenti che conservano un ricordo negativo di me, perché insegnare significa anche valutare, mettere insufficienze e pretendere impegno. Fa parte del nostro lavoro”.

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