Paolo Crepet e l'affondo sulla saturazione delle immagini e l'ossessione per il corpo - 4/4
La sovraesposizione mediatica produce un ultimo, pericoloso effetto collaterale: la totale desensibilizzazione emotiva. “Siamo micragnosi, anestetizzati dalle immagini, non ci fanno più effetto. Guerre e gattini”, conclude Crepet, richiamando la memoria storica collettiva per far percepire il salto antropologico avvenuto negli ultimi decenni: “Ma ci pensate all’effetto dello scatto della strage di Capaci ai tempi?“. L’invito finale è a un ritorno alla dimensione ludica e relazionale, rigettando l’attuale ossessione per la forma fisica a discapito della pienezza vitale: “I nonni invece di fare a corsetta vadano a giocare coi nipoti. Vogliamo vivere fino a 130 anni ma senza vita, rinunciando a mangiare e bere, con l’aggeggio della pressione addosso”.