L'arresto cardiaco e la scoperta choc dell'addetta in obitorio: "Il sacco si muoveva" - 2/4
Il piccolo Noah Gabriel da Cruz Santos era nato prematuro il 15 giugno, affetto da palatoschisi, una malformazione congenita che comporta un’apertura sul palato e può causare difficoltà respiratorie e di alimentazione. Proprio nel giorno in cui compiva un mese di vita, il neonato ha subìto un grave arresto cardiorespiratorio. L’équipe medica ha tentato di rianimarlo per tre quarti d’ora, ma constatata l’assenza di segni vitali, ne ha certificato il decesso.
I genitori, Leticia e Josenildo, hanno avuto il permesso di tenere in braccio per un ultimo saluto il corpo del figlio, che appariva violaceo e del tutto immobile, prima che la salma venisse trasferita nell’obitorio all’interno di un sacco nero sigillato col nastro adesivo. Circa due ore dopo, l’addetta mortuaria Regina Célia Paschoal si è recata nella stanza per prelevare il corpo. È in quel momento che ha notato l’impossibile. “Il sacco nero in cui si trovava il bambino ha iniziato a muoversi“, ha raccontato la donna, che vanta 17 anni di esperienza nel settore. “Ho pensato: ‘Sto vedendo qualcosa che non c’è?'”. Dopo aver immediatamente allertato i colleghi, ha rotto il sigillo: “L’ho aperto e il bambino ha iniziato a muoversi ancora di più. Faceva rumore, come se volesse respirare“. Di fronte alla scena, il personale ha subito richiesto l’intervento dei medici: “È stato uno choc enorme e un’emozione travolgente arrivare per ritirare un bambino minuscolo che era stato dichiarato morto e scoprire che era vivo”, ha aggiunto Paschoal.