Le rivelazioni di Allevi: il pianoforte vietato dai genitori e il segreto dell'ispirazione - 4/5
Nel corso del dialogo, il compositore ha risposto anche alle domande relative alla genesi della sua passione e al meccanismo dell’ispirazione. L’amore per la tastiera, ha rivelato in un aneddoto inedito, è nato in realtà da una rigida proibizione: «È nato dal divieto dei miei genitori, musicisti, di toccare il pianoforte. Solo che io ho scoperto dov’era nascosta la chiave e dai 5 ai 10 anni l’ho suonato di nascosto, per sfuggire alle preoccupazioni dei miei di affrontare una carriera ai loro occhi difficilissima. Ecco perché oggi davanti alla tastiera provo il desiderio di tuffarmici ma anche la paura di farlo».
Sull’ispirazione tecnica, Allevi ha smontato la visione puramente romantica della composizione, legandola indissolubilmente all’esperienza della sofferenza: «Di solito non provo un’emozione e la trasformo in musica, come si pensa romanticamente, ma le note arrivano nella mia testa e magari non c’entrano nulla con quello che sto vivendo. Però a chi vuole fare musica dico che le difficoltà della vita vanno affrontate, se no non avrete nulla da dire sul pentagramma. Nella sofferenza, nella fragilità, c’è il nucleo più vero profondo dell’essere umano: e se lo attraversi e riesci a trovarvi una luce, allora tutti si riconosceranno nella tua arte».