«Per comporre musica ci vogliono disciplina e immaginazione, ed è stata proprio l’immaginazione a salvarmi sul letto di ospedale. Con un dolore sfiancante alla schiena che provo ancora oggi, senza capelli per la chemio, mentre guardavo il soffitto ho immaginato di dirigere questo concerto e ho cominciato a muovere le mani sempre più forte, poi mi sono seduto sul bordo del letto e mi sono alzato, trascinando la flebo. Gli infermieri mi hanno chiesto se fossi pazzo, io gli ho detto di lasciarmi dirigere. Sono stati il mio primo pubblico dopo la diagnosi».
Inizia con questa immagine, nitida e descrittiva, il dialogo tra Giovanni Allevi e i ragazzi del Giffoni Film Festival, svoltosi ieri e riportato dal quotidiano La Stampa. Un incontro che era stato annullato un anno fa a causa del precario stato di salute del compositore cinquantasettenne e che si è finalmente concretizzato, accompagnato dalla proiezione delle clip delle primissime prove realizzate con gli orchestrali dopo tre anni di lontananza.