La diplomazia dell’arte e l’essenza della femminilità
Interpellata dai giornalisti a margine della cerimonia sulla crisi in Medio Oriente e sull’eventualità di una guerra contro l’Iran, Stone ha preferito non sovrapporre la propria voce alle analisi geopolitiche: “Nessuno ha bisogno della mia opinione per sapere cosa sia giusto e cosa sia sbagliato”. Ha invece preferito focalizzarsi sul ruolo che la cultura, il cinema e la sensibilità artistica possono esercitare come strumenti di pace in tempo di conflitto: “Credo che l’artista si muova partendo da una prospettiva di innocenza, e penso sia fondamentale non perdere la nostra innocenza, perché è proprio da lì che nasce il bene: la gentilezza, la decenza, la generosità, l’eleganza dello spirito, il tocco della grazia. Tutto questo deriva dall’innocenza e dalla nostra stessa dignità umana”.
Questa ricerca di autenticità si riflette anche nella sua personale definizione di femminilità, spogliata da sovrastrutture e ricondotta a un’etica della cura reciproca: “Sii solo una buona donna. Sii una persona amorevole. Sii una persona perbene”. Al termine degli impegni ufficiali e dei panel di discussione, la giornata romana dell’attrice si è conclusa in modo più informale nel cuore storico della Capitale, con un pranzo a base di specialità locali in un noto ristorante del centro storico.