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“Ad Amici fasciare il seno dopo la chirurgia mi faceva sentire diverso, la vita degli altri ragazzi era più semplice. Qualcuno parlerà dei miei capezzoli, ma io sono sereno”: parla Senza Cri

L'artista non binary si è raccontato dopo aver mostrato per la prima volta su Instagram il petto operato. Dalle sofferenze del binding al coraggio di esporsi, fino alla relazione con la fidanzata Antonia: "Riuscire a essere amato per quello che sono è stato meraviglioso"

di Redazione FqMagazine
“Ad Amici fasciare il seno dopo la chirurgia mi faceva sentire diverso, la vita degli altri ragazzi era più semplice. Qualcuno parlerà dei miei capezzoli, ma io sono sereno”: parla Senza Cri

“La mente in burrasca, ma il cuore pulito”. Senza Cri si mostra sui social dopo l’intervento di rimozione del seno, a torso nudo: “Questo sono io“. 26 anni, artista non binario, ha partecipato all’edizione 2024 di Amici. Poi Sanremo Giovani nel 2025 con il brano “Spiagge”. “Dopo l’intervento non è cambiato niente. Oggi forse qualcuno può parlare dei miei capezzoli, ma sono sempre la persona che ero prima”, ha dichiarato in un’intervista a Vanity Fair.

L’operazione un anno fa, ma prima di raccontarla pubblicamente si è preso del tempo. Già all’Ariston si era esibito con un nuovo corpo. Ma “avevo una paura incredibile di espormi. Non volevo dare questa cosa in mano a un pubblico di persone che l’avrebbe trattata male. Ma oggi mi rendo conto che quel pubblico esiste a prescindere da tutto. Perfetto o meno che tu sia, la gente deve dire sempre qualcosa su di te. Non posso combattere contro i mulini a vento”.

Su Instagram, ha pubblicato anche una foto in cui piange scattata dopo una sessione di binding, la pratica di fasciare il seno con top contenitivi dopo le chirurgie per appiattirlo. “Questa pratica significava soffocare. Era un iter che mi toglieva tempo e mi faceva sentire differente – ha rivelato – Ad Amici vedevo quanto fosse più semplice la vita degli altri ragazzi. Si svegliavano, facevano la doccia e andavano. Io dovevo chiudermi in bagno, fasciarmi e medicarmi, perché ti fai anche male. Poi se il binder stringe troppo devi rifare tutto da capo. Certe volte non hai ossigeno“.

La fasciatura era un limite. Perché sul palco non poteva ballare, saltare perché aveva timore trasparisse qualcosa. “Soffocavo anche metaforicamente, passavo la vita a non vivere“. Oggi, per Senza Cri, pubblicare una foto sui social significa essere felice di mostrarsi, “perché in qualche modo mi piaccio ed è una nuova sensazione per me”.

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