Cinema

“Mi sono reincarnata nel mio corpo dopo l’ictus. Non a tutti è concesso, a me è successo. Morire è un’esperienza che apre gli occhi”: così Sharon Stone

In un'intervista al Corriere della Sera, la diva di Hollywood rivela come la malattia del 2001 abbia ridefinito la sua vita

di Redazione FqMagazine
Il cinema del presente, la commedia e il legame profondo con l'Italia - 4/4

Il cinema del presente, la commedia e il legame profondo con l'Italia - 4/4

Se dovesse indicare una sola pellicola della sua vasta filmografia in grado di rappresentare al meglio la donna che è oggi, la scelta ricadrebbe su un titolo preciso: “La dea del successo (The Muse). Mi piace ispirare gli altri, farlo con umorismo e restare curiosa“. Ed è proprio verso quel registro brillante che guarda per i suoi prossimi impegni professionali, esprimendo il forte desiderio di “tornare alle mie radici nella commedia”.

L’intervista si conclude con una vera e propria dichiarazione d’amore verso l’Italia, un Paese di cui l’attrice apprezza la dimensione culturale e la concezione delle relazioni umane: “L’Italia sono le sue persone, la sua storia, il suo cibo, la sua agricoltura e la sua spiritualità. L’Italia possiede una grande tradizione nella moda e nel design che affonda le radici nei secoli. L’Italia non ha un senso del tempo, ma un senso del luogo e dell’esperienza condivisa. È un Paese che ha il senso della famiglia”.

Quello stesso senso di comunità e di “famiglia” che, a dispetto delle narrazioni sulla spietata competitività dello star system, Sharon Stone dichiara di aver trovato anche a Hollywood, stringendo legami professionali e umani profondi e duraturi: “Sono grata alle persone straordinarie con cui ho lavorato e per cui ho lavorato. Per tutto ciò che mi hanno insegnato e mostrato attraverso il loro impegno, la loro disciplina e il loro duro lavoro. Quello che facciamo richiede interminabili ore di lavoro, spesso in condizioni piuttosto scomode. Eppure è soprattutto una fonte di gioia, perché sappiamo di essere una famiglia. Una famiglia fortunata e benedetta, che ha il privilegio di trasformare la propria immaginazione collettiva in qualcosa di magico”.

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