La sfida dell'Intelligenza Artificiale: "Siamo solo all'inizio" - 2/4
Di fronte alle crescenti preoccupazioni etiche e occupazionali legate agli algoritmi generativi e all’impatto della tecnologia sul lavoro creativo, Stone propone una lettura storica e razionale, paragonando l’attuale fase di transizione ad altre grandi rivoluzioni industriali e belliche del passato: “Siamo nelle fasi iniziali della nostra comprensione dell’intelligenza artificiale. Così come un tempo lo eravamo con i computer, i cellulari, le automobili e, ancora prima, i treni. Eravamo anche agli inizi quando sono comparsi le armi da fuoco e gli ordigni nucleari. Tutte queste cose hanno portato benefici e svantaggi, alcuni dei quali stiamo ancora cercando di comprendere”.
Per l’attrice, il discrimine fondamentale risiede nel controllo umano sull’innovazione: “Come per tutte queste tecnologie, è importante ricordare che sono qui per servire l’umanità, non il contrario. Con questa consapevolezza e con la dovuta riflessione, possono essere utilizzate per il bene. O, al contrario, per il male. La scelta spetta a noi. Il nostro futuro dipende dalla qualità e dal valore delle nostre decisioni”. In un contesto industriale cinematografico sempre più dominato da metriche e analisi predittive, Sharon Stone rifiuta l’idea di doversi continuamente adattare a nuove vesti commerciali per sopravvivere professionalmente: “Non mi reinvento. Cresco e imparo. Per me significa restare autentica, perché questa è l’unica vera misura di tutto ciò che ha valore”.