Un passeggero di 61 anni parzialmente risucchiato fuori dalla cabina a causa della decompressione improvvisa, salvato solo dalla prontezza della moglie, dei compagni di viaggio e dalla cintura di sicurezza allacciata. È quanto successo a bordo del volo Ryanair FR1879 dello scorso venerdì 10 luglio 2026, decollato da Salonicco (Grecia) e diretto a Memmingen (Germania), costretto a un rientro d’emergenza dopo che il distacco di una delle 24 pale del motore destro ha innescato una pioggia di detriti ad altissima velocità contro la fusoliera, sfondando un finestrino.
Ora che la gestione dell’inchiesta è stata formalmente assunta dalle autorità della Macedonia del Nord — lo spazio aereo in cui si trovava il Boeing 737-800 al momento del cedimento — l’attenzione degli investigatori e degli enti regolatori internazionali si sposta sulle possibili conseguenze strutturali per l’intera aviazione commerciale. Come rivelato dal Corriere della Sera, l’incidente potrebbe riaprire il dibattito sulla robustezza dei finestrini e sul design dei motori, costringendo l’industria a interventi correttivi più invasivi rispetto al passato.