Gli esordi a Miss Italia e il "veto" del concorso alle figlie - 5/5
Il successo di Cristina Chiabotto è iniziato nel 2004 con la vittoria di Miss Italia, in un’edizione di transizione priva dello storico scettro. Un periodo vissuto con grande intensità: “Quegli anni me li sono goduti fino in fondo, consapevole che fossero un colpo di fortuna. Mentre le mie coetanee andavano a scuola, io mi imbarcavo in aereo dopo aver fatto il check-in da sola. Oggi fa sorridere, ma a quei tempi era una cosa fuori dal comune. Era una fiaba”.
L’iscrizione al concorso era avvenuta quasi per gioco sul sito web, quando era ancora minorenne. Accompagnata dalla madre e dall’agente regionale Vito Buonfine, visse quell’esperienza a Salsomaggiore con grande serenità: “Ricordo una Cristina tranquilla, in pace con sé stessa. Non c’erano social e like. Per me è stato un bene“. Tuttavia, se oggi dovesse consigliare a una ragazza di intraprendere lo stesso percorso, mostrerebbe molte più riserve, escludendolo per le proprie figlie: “È una manifestazione molto cambiata rispetto ai miei tempi. Prima era quasi un gioco. Bisognerebbe imporsi di restare sé stesse, comunque vada a finire. Non augurerei alle mie figlie di partecipare”.
Attualmente l’attività di Chiabotto si concentra molto sui canali social: “Cerco di fare il possibile per allontanarmi poco da casa, sto via al massimo una notte se devo condurre le serate. La pubblicità è cambiata, è tutto molto più rapido e questo mi permette di restare mamma a tempo pieno”. Rimane forte anche il legame con la sua terra d’origine e con Torino: “Amo la città e tutto ciò che le ruota attorno”.