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“Vergognati, sei vecchia; ti fai dare i soldi dallo Stato, guardati, sei messa male, vai in pensione”: insulti social a Licia Colò. La conduttrice risponde: “Denuncio”

La conduttrice ha condiviso un video sui social dopo gli attacchi ricevuti in seguito alla promozione di un evento

di Redazione FqMagazine
“Vergognati, sei vecchia; ti fai dare i soldi dallo Stato, guardati, sei messa male, vai in pensione”: insulti social a Licia Colò. La conduttrice risponde: “Denuncio”

Licia Colò ha deciso di denunciare gli insulti ricevuti sui social e ha scelto di rispondere pubblicamente. La conduttrice ha pubblicato un video sulle storie di Instagram in cui ha raccontato di alcuni messaggi offensivi arrivati dopo aver promosso un evento. Nel suo intervento, la conduttrice ha riportato alcune delle offese ricevute, spiegando di aver deciso di non lasciarle cadere nel silenzio. “Vergognati, sei vecchia; ti fai dare i soldi dallo Stato, guardati, sei messa malissimo; vai in pensione, ritirati e cose insomma molto più volgari”, racconta nel video.

Tra i temi affrontati da Licia Colò c’è soprattutto quello dell’età, finita al centro di molti degli attacchi ricevuti. La conduttrice, che lo scorso 7 luglio ha compiuto 64 anni, ha respinto con decisione l’idea che l’età anagrafica possa essere utilizzata come un insulto o come un motivo per mettere in discussione il lavoro di una persona. “Com’è possibile intanto, riflette la conduttrice, che le persone si sentano autorizzate a dare dei giudizi sul lavoro di chiunque? E poi in quale società viviamo se viene utilizzata l’età anagrafica come un’offesa? Io sono felice, ho 64 anni, sono felice di apparire acqua e sapone anche suoi social, perché non me ne frega niente. Ho fatto questo video perché ho deciso di rispondere”.

Pur ribadendo di non voler dare eccessiva importanza agli insulti, Colò ha ammesso che certe parole possono comunque lasciare il segno. “Da una parte me ne frega, dall’altra però comunque ferisce”, ha spiegato, e ha sottolineato come la violenza verbale sui social possa colpire chiunque, anche chi è abituato da anni all’esposizione mediatica.

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