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“Nessun attacco alla Rai che mi ha dato molto, ma mi sorprende sentire che sarei stato tutelato e protetto anche quando non ero in auge”: parla Milo Infante

Il conduttore, dopo le parole dell'amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi sul suo passaggio a Mediaset, replica: "Non credo possa riferirsi al periodo in cui quattro sentenze hanno condannato la Rai per dequalificazione professionale nei miei confronti"

di Redazione FqMagazine
“Nessun attacco alla Rai che mi ha dato molto, ma mi sorprende sentire che sarei stato tutelato e protetto anche quando non ero in auge”: parla Milo Infante

L’uscita di Milo Infante da Rai2 (direzione Rete 4) ha suscitato polemiche e reazioni. Giampaolo Rossi, amministratore delegato del servizio pubblico, non ha nascosto il mancato gradimento per un’intervista rilasciata dal giornalista sbarcato a Mediaset al Messaggero: “Personalmente sono legato a Milo Infante da rapporti di stima e amicizia, e mi auguro per lui il massimo successo a Mediaset. Sono però rimasto spiacevolmente colpito dalla sua intervista nei confronti della Rai e dei colleghi. Quando ci si avvia da un’altra parte non si dovrebbe parlare male di una azienda che ti ha tutelato. A Milo Infante la Rai ha garantito protezione e tutela anche nei periodi in cui non era in auge. Il valore di questa azienda dovrebbe essere sempre riconosciuto”, ha affermato Rossi all’Adnkronos.

Sul nome della nuova trasmissione di Infante a Mediaset, l’Ad si era concesso una battuta: “Fa un po’ ridere che ‘Ore 14‘ diventi ‘Ore 11‘, ma fa parte delle sfide”. A stretto giro è arrivata la replica di Infante: “Nessun attacco alla Rai, azienda alla quale ho sempre riconosciuto di avermi dato molto e alla quale credo di aver restituito sapendo anche ricominciare da zero. Confermo l’affetto e la stima per l’Ad Giampaolo Rossi ma resto sorpreso dalle sue parole quando afferma che sarei stato protetto e tutelato nei momenti in cui non ero in auge”, ha detto a LaPresse l’ex conduttore di Ore 14 e Ore 14 di Sera, titoli che da settembre saranno affidati al collega Salvo Sottile.

“Non credo possa riferirsi al periodo 2012-15 e alle quattro sentenze che hanno condannato la Rai per dequalificazione professionale nei miei confronti. In questo caso la mia riconoscenza va esclusivamente al tribunale di Milano e all’avvocato Maurizio Borali”, ha concluso Milo Infante.

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