“Ho reagito d’istinto e gli ho afferrato le gambe. Ho pensato: se moriamo, moriremo insieme. È stato orribile”. Con queste parole Svetlana Grković ha descritto all’agenzia Nova i minuti di terrore vissuti ad alta quota a bordo del volo Ryanair FR1879, quando suo marito, il sessantunenne serbo Ljubiša Karović, è stato parzialmente risucchiato fuori dal finestrino del Boeing 737-800 su cui viaggiavano.
L’incidente, avvenuto venerdì scorso mentre la coppia rientrava da una vacanza estiva in Grecia, si è consumato a circa 6.000 metri di altitudine a causa di un improvviso cedimento del motore, i cui frammenti metallici hanno sfondato la cabina passeggeri trasformando il viaggio da Salonicco a Memmingen in un incubo ad alta quota.