"Questa procedura va ben oltre la semplice tecnologia" - 2/3
E ancora: “Stiamo passando (…) alla possibilità di tradurre i movimenti del chirurgo in strumenti minuscoli per sezionare i tessuti”. Nel caso di Pan, il punto di incisione è stato così piccolo e l’intervento così preciso da lasciare intatti sia il capezzolo che la pelle. “Questa procedura va ben oltre la semplice tecnologia e il ripristino dell’aspetto fisico”, ha proseguito la Dott.ssa Kwan-Feinberg, come riportato da People. “Riflette un impegno per un’assistenza che tenga conto sia delle esigenze mediche che del benessere emotivo. Riducendo al minimo le cicatrici visibili e offrendo la possibilità di preservare la sensibilità del capezzolo e ridurre le complicanze come la necrosi cutanea e del tessuto del capezzolo, supportando al contempo l’immagine corporea e la dignità (…)”. “Innovazioni come questa ci permettono di affrontare sia gli aspetti fisici che emotivi del tumore al seno”, ha chiosato la dottoressa Jill Foley, responsabile del servizio di salute femminile presso Sutter Health.
L’unica parte dell’intervento senza l’ausilio del robot è la prima, nonché una piccola incisione, delle dimensioni di una graffetta. Il robot, ha precisato la medica, non opera mai in autonomia: il chirurgo ne ha il pieno controllo in ogni momento. In genere, una mastectomia, ovvero l’asportazione del seno, può lasciare molte cicatrici, causare perdita di sensibilità e comportare una convalescenza dolorosa.
Pan, tuttavia, è riuscita a partire per una vacanza al mare solo tre settimane dopo l’intervento. Prossimamente dovrà sottoporsi a un’operazione di chirurgia ricostruttiva. Ma l’entusiasmo è tornato: “Sono sulla strada della guarigione. Sono grata di essere sopravvissuta al cancro. Tutte le mie priorità sono cambiate e ora apprezzo tutto di più: dal caffè del mattino al tramonto. Non do più per scontato il domani e sono più presente per la mia famiglia. Abbraccio i miei figli più a lungo”, ha detto Vicky che, attualmente, è in remissione e continua le sue terapie immunologiche per prevenire le recidive.